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Blog Entryil CORONAVIRUSMar 13, '07 11:59 AM
for everyone
1 - “QUELLE FOTO? CENTOMILA EURO”. “SOLDI MARCI, TI ROVINI LA VITA”…
Gian Marco Chiocci, marcellopera e Gianluigi Nuzzi per “Il Giornale”

Le intercettazioni telefoniche che inchiodano Fabrizio Corona (C) sono soprattutto quelle che raccolgano i quotidiani litigi con la moglie Nina Moric (M).

C: «Sono a cena con Fullin che domani ti dà 100mila euro a te, e dopo vado a fare una cosa schifosa perché me ne frego il c.... Vado a ritirare le foto di uno che pago 20mila. Oggi ho recuperato 20mila non so neanche come.... le rivendo a 100 e ne guadagno 80».
M: «Che foto sono?».
(Fabrizio Corona e Nina Moric - Foto da Lapresse)

C: «Le foto di un calciatore e allora?».
M: «...Con chi ?».

C: «Con le troie e allora?».
M: «Chi è questo calciatore?».

C: «Un giocatore famosissimo. Basta, non ti posso dire. Torno stasera alle tre e domani alle 9 ho boxe, alle 11 ho l’aereo per Roma e devo andare a recuperare i 300mila ma a te che c. te ne frega! Non ho tempo di pisciare!».
M: «E rovini la vita».

C: «Sì rovino la vita e sono un pezzo di merda e non c’ho più neanche i sensi di colpa, non li ho più ...».
M: «Io con i soldi.... sono soldi marci... Marci!».

C: «Tra due anni voglio smettere di lavorare però questa gente frega i soldi, pensa di guadagnare 7-8 milioni e poi non giocano. Fa schifo, non fa niente, dovrebbe fare sacrifici, e allora io faccio questo (si riferisce ad Adriano, ndr)».
M: «Ma chi è Vieri?».

C: «Ma che Vieri! Questa merda qua non la voglio più vedere io tra due anni mi trasferisco al mare. Oggi sono tornato dopo che ho fatto duemila giri avevo trenta persone da pagare. Tutti, il commercialista, la casa, il conto in Svizzera che va spostato perché quella banca è sotto controllo».
M: «Potevi anche dirmelo».

C: «L’ho saputa oggi e te lo dico al telefono... e ci vengono a prendere... ma tu che ne sai? E arrivo a casa dieci minuti per salutare a mio figlio e non mi apri... ma chi sei?».
M: «Posso dirti una cosa: a me non mi piace questo tipo di vita tua, mi fa schifo, mi fa schifo. (...) Posso uscirne male... ma ho deciso di fare a modo mio».
(Nina Moric e Fabrizio Corona -m.pera)

C: «Tu non becchi una lira, ti rovini la vita! Ti chiudi le porte a te, a tuo figlio... se mi lasci così non ti darò una lira. Dovrai pagare una marea di tasse. Ti do 500 euro al mese! Lo vuoi sapere che tu hai un mutuo di 10mila euro? Vuoi sapere quanti soldi abbiamo da pagare? Vuoi lasciarmi, ricordati che se prendi questa strada non solo ti farò una guerra ma non vedrai una lira! Vuoi che ci facciamo la guerra? Vuoi che ci facciamo lo sputtanamento, ma che donna sei?».

Conclude il brogliaccio: «Lei dice che lo manderà in prigione perché testimonierà contro di lui ma lui chiede dove siano le prove e non servirà a nulla se non per rimanere entrambi senza soldi. Nina continua ad accusarlo di essere stato ed essere ancora l’amante di Lele».

2 - FEDE: “CON CORONA HO PARLATO SOLO UNA VOLTA PER LE FOTO SU CHI”…
Da “Il Giornale”
Il giornalista Emilio Fede, escusso a Milano in data 1° dicembre 2006, ha riferito anche alcune notizie circa un ulteriore probabile episodio di sfruttamento della prostituzione avvenuto in Francia, su uno yacht al largo di Saint Tropez. Al pubblico ministero Henry John Woodcock (W) Emilio Fede (F) precisa di aver anticipato in televisione la sua inchiesta e di essere contro il «traffico di donne».
(Emilio Fede con la bella Raffaella Zardo - U.Pizzi)

W: «Voglio dire, va bene, Mora è amico suo. Questo insomma… dico, amico…».
F: «Amico... È il mio agente come lo è della Ventura, di Christian De Sica».

W: «Perché là c’è un rapporto strano, non personale, che non ci interessa, tra Mora e Corona, quelli sono affari loro. Ma c’è un rapporto nella gestione di queste ragazze, diciamo… Parlo anche di altre ragazze, parlo anche di ragazze… Non so, Aida Yespica, per esempio».
F: «L’ho vista una volta nella vita, purtroppo, e vestita anche... Io Fabrizio Corona l’avrò visto di persona… l’avrò incrociato una volta. Con Corona ci ho parlato per delle foto che sono andate su “Chi”. Io con Corona non ho mai avuto nessun rapporto, tranne che per dire: “Per favore, se hai delle mie foto…”. Non parlo di foto».

3 - SESSO E COCA, IL FAVOLOSO MONDO DELLE VALLETTE…
Da “Il Giornale”

Le sniffate di cocaina di Alessia Fabiani e Fernanda Lessa, 10mila euro per foto compromettenti di Victoria Silvstedt, e poi le ragazzi facili, la prostituzione. Andavano con l’inventore di Guru, Matteo Cambi, dirigenti della Ford, pubblicitari e milionari. «Per ciò che riguarda le ragazze reclutate - scrive il gip Iannuzzi - c’erano Barbara Guerra, Silvia Abbate, detta "Paris Hilton", la russa Inna Meremerenko», e persino un volto noto della tv: la venezuelana Aida Yespica.
(Alessia Fabiani ad un party con amici - U.Pizzi)

Il gip mostra qualche incertezza ma riporta intercettazioni di Corona (C), «sempre pronto a mercificare qualsiasi cosa e chiunque». Al telefono assicura che la Yespica si prostituisce per «5mila euro a incontro». Da brogliaccio: «Fullin (imprenditore), insiste che vorrebbe l'Aida, Fabrizio gli dice che se si vuole scopare l'Aida paga 5000 euro e buona notte ma lei non può fargli queste cose». E con un’amica (I):

I: «Mira, un amigo mio milionario..».
C: «Sì».

I: «Di Barcellona...».
F: «Sì».

I: «Tiene de conoscere Aida Yespica».
F: «Tiene?».

I: «Vuole stare con lei .. con Aida Yespica».
F: «Ah... ok».
(culo - U.Pizzi)

I: «Tu la puede conseguir no?».
F: «Ma è buono? Un amico tuo milardario vuole stare con Aida Yespica.. Io sono già in galera...». Risate in sottofondo. E Corona avverte: «Amore.. non parliamo di queste cose al telefono.. ho capito».

Fanno invece outing giudiziario le veline e attrici sull’uso della cocaina il pm le interroga per individuare gli spacciatori. Fabiani: «Io non l'ho mai comprata, io faccio uso quando me la offrono, quindi con amici, in situazioni... A Nicolò, non chiedevo da chi l'hai presa, magari anche lui si fermava per strada da questi marocchini, è pieno, davanti a Princi, viale Monza... Da almeno 8-9 mesi conduco una vita più morigerata».

Fernanda Lessa: «Quando io avevo bisogno di sostanza stupefacente, ho contatto Pietro per procurare sostanza stupefacente per me o per i miei amici. Credo che questo accada anche perché lui assume cocaina e marijuana di cui si rifornisce abitualmente». E Francesca Versace, figlia dello stilista. Che arrabbiata commenta al telefono: «Poi è arrivato quel tuo amico, (abbassa la voce)....Con cui abbiam fatto la riga.. con un napoletano di merda!, che aveva tipo, 2 grammi... allora io ho detto: “...me la dai una riga?... lui, se le è fatte davanti a noi e non ce l'ha data”».
(tette per GQ)

4 - NEL LETTO PER 5 MILA EURO
Francesco Grignetti per “La Stampa”

Ora, non è che dalle parti dell’agenzia «Corona’s» il rispetto per la persona e soprattutto per le donne fosse merce di tutti i giorni. Della soubrette Aida Yespica, più volte dà a intendere che si può finire nel suo letto per 5000 euro.
Ma non c’è prova. Sembrano piuttosto millanterie. E allora il Gip scrive: «Sempre pronto a mercificare qualsiasi cosa e chiunque». Fabrizio e il suo amico paparazzo Massimo Fullin, prima di andare a colpire Victoria Silvstedt, un’altra che poi li ha mandati al diavolo, se la ridono di come vanno le cose del mondo e di quanto sono potenti. Fabrizio: «E’ come quando vai al supermercato, paghi uno prendi due». Massimo: «Come ho fatto io con la Lodo...». Fabrizio: «Hai fatto così tu?». Massimo: «Ho preso l’Aida (nel senso di pizzicarla con il teleobiettivo; ndr) e mi hanno dato la Lodo». Fabrizio: «No, invece non hai capito... Lì la paghi per l’evento ed hai gratis qualcos’altro».

Il resto è vita. I manager della Ford-Italia oppure il patron della Smeg, Vittorio Bertazzoni, che si fanno portare le ragazze a destinazione. I giri di cocaina. I testimoni intimiditi e quelli che si sono affrettati a informare Corona e Lele Mora che la polizia indagava su di loro: per Gilardino e per Flavia Vento il pm aveva chiesto la mano pesante, ma il gip Iannuzzi questa volta è stato clemente. Per Corona quest’inchiesta stava diventando davvero un incubo. S’era messo a seguire le cronache parlamentari: «Allora, se passa questa legge non mi possono fare un cazzo... Se non passa, praticamente sono fottuto. Cioé quello che tu dici al telefono vale...».
(Il ''giustiziere di Potenza'', marcellopera)

5 - MASTELLA: NON SE SO POTENZA PUÒ INDAGARE…
Da “Il Giornale”

Il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, si ritrova a fare i conti con l’ennesima inchiesta della procura di Potenza. Intervistato ieri dal direttore del Giornale, Maurizio Belpietro, durante l’Antipatico (Rete4), Mastella ha parlato della competenza territoriale. Belpietro ha chiesto al ministro come mai le inchieste riguardano presunti reati avvenuti a Milano o a Roma, ma partono da Potenza. «Questo è un problema che affligge un po' - ha risposto Mastella - ... Non mi faccia dire quello che io ho il dovere istituzionale di non poter dire (...). C'è un problema delle cosiddette competenze, un problema vero e che spero di poter discuterne con l’intero Parlamento. Secondo me ognuno dovrebbe lavorare e investigare rispetto a quello che gli appartiene debitamente. Tranne che poi succedano cose che tu scopri che il milanese che va magari a Potenza... Si tratta di vedere a quel punto il criterio di competenza della territorialità. È un problema aperto, questo».

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marcellopera per “La Stampa”


Il mondo del gossip è costretto a fare gossip su se stesso. Solo che adesso chi raccoglie gli scoop è un mastino di magistrato alla ricerca di tutto ciò che possa contribuire a definire un quadro considerato al di là dei limiti della legalità. Ed è proprio in questa diversa visione delle vicende che si dipanano dai personaggi principali - Fabrizio Corona e Lele Mora - il soggetto della sceneggiatura scritta dal pm Woodcock. Da un lato c’è un mondo che vive di riti e di schemi secondo cui il limite del lecito è molto elastico. Dall’altro il giudice che rimarca il deficit di legalità in certi atteggiamenti. Per cui alla signora Yespica, che giustamente rivendica il diritto di poter «andare a letto con chi voglio», il magistrato cerca di spiegare che un conto è la vita privata, altro sarebbe - come sembra dalle stesse frasi intercettate - offrire prestazioni sessuali organizzate dall’agenzia di Corona.
(Fabrizio Corona e Lele Mora sul settimanale 'CHI')

C’è di tutto nel frullatore dell’inchiesta di Potenza. Ci sono le ragazze «che fanno tv» ma non disdegnano distrazioni retribuite e gli sportivi alla Marco Melandri. Ci sono quei bambinoni dei calciatori, convinti che tutto sia loro dovuto: Totti, Trezeguet, Gilardino, Bobo Vieri e quel mattacchione di Coco, inchiodato da alcune foto, di vaga ispirazione «omo», che lo stesso Lele Mora definisce «una cosa vergognosa» e la signorina Cecilia Capriotti - anche lei del giro, ma molto presa dal fascino del calciatore - descrive a Coco come «foto allucinanti». E allora gli idoli della domenica frequentano il «bel mondo» dell’Hollywood o del The Club di Milano, sono fidanzatissimi ma ogni tanto cedono, gli allocchi, giusto con le ragazze sbagliate, e così poi sono costretti a comprare a caro prezzo le «prove digitali» del peccato.

E non mancano i giornalisti specializzati, non sempre estranei all’industria della ditta Corona, nel senso che tutto sommato sono uno dei terminali del business: o le foto le riscattano gli interessati o le comprano le riviste del gossip. La droga? Certo che c’è anche quella: ovviamente tutti sono disposti al massimo a confessare l’uso personale, ma quando il giudice chiede le generalità del rivenditore la risposta è sempre la stessa: «Non so, io non la compro». Tanto che con la Yespica o la Nancy Comelli, Woodcock si spazientisce e chiede: «Sta’ benedetta cocaina la si coglie sugli alberi»?
(marcellopera - U.Pizzi)

Non potevano mancare gli austeri capitani d’industria in cerca di distrazioni. Allora si organizza una cena al «Des Russie» di Roma o al Caffè Armani di Milano. Illuminante l’interrogatorio di Aida Yespica, che prima dice di aver accettato un invito a cena dall’amico «Giampi», quando poi le fanno notare che ha dormito in albergo («forse ha pagato Giampi»), precisa maliziosamente: «Ma da sola». E Babbo Natale, lo conosce? Il riferimento, chiaro, va ad un facoltoso uomo d’affari americano che un’altra ragazza del giro, Barbara Guerra, gradisce molto: «Così lo prosciughiamo». Yespica dice di non conoscerlo. Allora le viene descritto l’uomo d’affari e lei cede a metà: «Non so il nome».

Siamo alla logica capovolta, all’accettazione di un «sistema» anche da parte di quelli che dovrebbero essere vittime. Per Bobo Vieri «fa parte del gioco» rimanere incastrati nel ricatto del «ritira le foto o le vendiamo ai giornali». «Lo so che è un ricatto, tutti la sanno», ammette Bobo. Ricorda di aver saputo di Gilardino e della Hunziker ripresa alla Maldive «con uno più anziano», «ma qualche tempo fa». Lui dice che non ha mai pagato, ma se gliel’avessero chiesto avrebbe ceduto. E aggiunge che se la preda «ha moglie e figli» la richiesta sarà più alta. Beh! E’ normale, no?».
(Melissa Satta e Francesca Lodo - Foto da Lapresse)

Francesca Lodo, interrogata il 13 novembre, non sa dare una valutazione del commercio messo in atto da Corona perché «se non ti dico che ti ho fotografato sono un bastardo, se te lo dico è un ricatto». D’altra parte non sembra essere molto alta la soglia dell’etica, tra il popolo del gossip. C’è un momento in cui Corona pensa di poter fare un finto scoop «provocando» Eros Ramazzotti. Il fotografo Antonio Motta racconta che Corona gli propone: «Ti mando mia moglie nel camerino di Eros». E quando Motta spiega che «conoscendo Eros» difficilmente la moglie «l’avrebbe passata liscia», Corona replica: «Sai come si dice a Milano? Una lavata, un’asciugata e sembra neanche averla usata».

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Piero Colaprico per “la Repubblica”


Ma in queste serate alla milanese, come ci vediamo? «Con o senza?», chiede la bellissima Fernanda Lessa, un passato anche da conduttrice tv. E la risposta, anche nell´intercettazione telefonica, ha il punto esclamativo: «Con!». E vuol dire, si legge nelle carte, con la cocaina, con la bamba, con la polvere. L´inchiesta su Lele Mora, agente di spettacolo, e Fabrizio Corona, fotografo «ammanicato», più che parlare di reati, racconta nottate e feste deliranti con donne, droga e calciatori. Uno «stile di vita» all´insegna di una parola magica, molto milanese: «immagine».
(Fernanda Lessa)

Tutte le ragazze testimoni, forse vittime, forse complici, forse chissà parlano così tanto d´immagine che lo stesso pm Henry John Woodcock ad un certo momento deve sbottare: «Che significa? Ci dia una definizione tecnica di serata di immagine». E Giuseppina Ricchizzi risponde: «Tipo… che ne so, tipo compagnia, si andava a cena, si andava in discoteca». Come le dame di compagnia di un tempo: ma scollate, in mini, «allumeuses».

Più d´una ragazza senza arte né parte, né conto in banca proprio, racconta la normalità di alloggiare in alberghi come il Four Season, 5 stelle di lusso, quadrilatero della Moda, dove s´incontra con un imprenditore. Pure sfottuto con il nomignolo di «Babbo Natale». Qualcuna di queste ragazze raggiunge qualche vip di Milano e dintorni in barca, magari a Saint Tropez. E come spiega forse meglio di tante soubrette, schedine e veline la giovane Dora Rutigliano, uno yacht-man «voleva comunque la presenza di ragazze carine in barca». Per fare che cosa, chiedono i pm? «Ma immagine!».
(Teodora Rutigliano con l'immancabile Emilio Fede - Foto da Lapresse)

Come si fa a non capire che alcune discoteche della Milano by night, senza «l´immagine» che cosa diventerebbero? «Io parto come ragazza immagine - spiega ancora la signora Rutigliano, un tempo amica e protetta di Emilio Fede, molto arrabbiato perché era finita in mezzo a troppe «immagini» - e lavoravo in discoteca come modella… quindi (il tipo della barca, ndr) cercava la presenza comunque di belle ragazze in barca, modelle, prettamente modelle...». Come un´altra ospite, Sara Tommasi: «Ci danno un gettone, è gente estremamente ricca». Il gettone è di mille euro? «No, solo a me li hanno dati, perché ero l´unico personaggio più in vista».
(La ''bocconiana'' Sara Tommasi - Foto da Lapresse)

Essere in vista, però, può anche procurare brutti scherzi, a Milano e dintorni. E all´Hollywood di corso Como, che è misteriosamente ma non troppo il posto più in vista di tutti, ne succedono delle belle, nonostante anni di risse e storie molto dubbie. Là ci vanno i calciatori, le modelle e, quindi, ogni giovane maschio che vuol dimostrare di avere denaro e ogni ragazza che vuole far vedere quant´è bella. Tanta gente tranquilla, anche. Gente comune che ama dire: «Sai chi c´era? Sai chi ho visto?».
(Lele Mora con le bellissime, Francesca Lodo e Aida Yespica - Foto da Lapresse)

Rivela un´altra ragazza immagine, Francesca Lodo: «Ci si ritrova in discoteca, a volte… All´Hollywood, piuttosto... Non posso… non posso fare i nomi, non mi va di fare i nomi». Ma poi racconta, e si legge ancora nelle carte, che Belem Rodriguez, amica e collega, «una pista l´ha fatta con me». Dove? «Nei bagni dell´Hollywood». Bagni affollatissimi. Ci puoi incontrare che «pippa una riga», stando almeno a un´intercettazione, pure Francesca Versace. E, appena fuori dalla discoteca, ecco scattare gli agguati. E pure i calciatori Coco e Gilardino vengono paparazzati, prima uno e poi l´altro, insieme a ragazze che chissà come gli sono arrivate in braccio: e tutti devono pagare, per «non avere nocumento all´immagine».
(Francesca Versace - U.Pizzi)

Ma fosse solo l´Hollywood: nelle carte c´è chi racconta di come ha comprato «cocaina per conto della soubrette Aida Yespica, da un certo G.», in seguito identificato in un dipendente della discoteca Toqueville di Milano. Milano è così, ci si incontra, ci si scorda, si riesce a campare alla grande non sapendo che cosa si fa. Come il Pietro Tavallini, che sembra l´erede della "Milano da bere" e, stando ai magistrati, «è ben inserito nel mondo dello spettacolo, della moda e dello sport, dei protagonisti della cosiddetta "Milano by night", non per particolari attitudini o ruoli lavorativi, ma per conoscenza diretta di persone che ne fanno parte, soprattutto appartenenti a famiglie della cosiddetta "Milano bene"».

Milano bene? Quella di un tempo, se c´era, chissà dove s´è nascosta (da anni). E quella di adesso non è certo composta da Silvia Abbate, detta Paris Hilton, o dal servizievole Tavallini, che dev´essere uno anche simpatico, visto che Fernanda Lessa, dopo alcuni interrogatori in cui ha capito che spira pessima aria, gli dice: «Ti porterò una tortina con la lima».



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Da marcelloperubblica.it


Al via a Potenza gli interrogatori degli arrestati per le presunte estorsioni ai vip. I magistrati che lavorano all'inchiesta coordinata dal pm Henry John Woodcock sentiranno tutte e tre le persone arrestate. Il primo è stato stamane Andrea Carboni, figlio del faccendiere Flavio, che dalla casa circondariale di Potenza è stato trasferito alla Procura per l'interrogatorio. Nel pomeriggio dovrebbe toccare al fotografo Fabrizio Corona, il principale indagato. In giornata il gip Alberto Iannuzzi senterà anche Marcello Silvestri, anch'egli detenuto nel carcere di Potenza.
(Flavia Vento)

L'indagine è centrata sul giro di presunte estorsioni legate alla vendita di foto di vip. I magistrati ipotizzano fra l'altro i reati di sfruttamento della prostituzione, spaccio di sostanze stupefacenti e riciclaggio. Una vicenda complessa con molti protagonisti, per la quale sono state emesse 18 ordinanze per provvedimenti restrittivi di vario genere. E ora una delle persone coinvolte, e chiamate in causa da Woodcock, Flavia Vento, minaccia di querelare il pm di Potenza.

Carboni è accusato di aver organizzato, insieme a Fabrizio Corona, quello che il gip, nell'ordinanza, ha definito il "ramo d'azienda" dell'associazione per delinquere finalizzato allo sfruttamento della prostituzione. Carboni, secondo l'accusa, selezionava le ragazze da far prostituire con "facoltosi imprenditori e manager" e si occupava anche delle "strutture logistiche" e di "tempi e modalità" del traffico, oltre che del prezzo delle prestazioni sessuali.

In particolare, gli investigatori hanno accertato tre casi di reclutamento di ragazze da far prostituire: una in un noto albergo di Cernobbio (Como), al prezzo di mille euro, un'altra in un hotel di Vicenza, con compenso di 500 euro. A Vicenza la ragazza - accompagnata con autista da Rimini - incontrò un manager della filiale italiana di una nota casa automobilistica americana. L'incontro evidentemente ebbe successo perché lo stesso manager e altri rappresentanti italiani della stessa casa automobilistica ebbero un incontro, sempre secondo l'accusa, con "alcune ragazze individuate da Riccardo Schicchi" (da ieri agli arresti domiciliari) nell'abitazione in Sardegna di Carboni. Secondo l' accusa, tutto fu organizzato nei minimi dettagli, compreso un volo privato da Roma a Olbia.
(marcellopera con Eva Henger - Foto U.Pizzi)

Riccardo Schicchi dal canto suo si difende dicendo che a suo carico c'è "solo un'intercettazione per una festa in Sardegna, e non c'è nulla di illegale. Ci chiamano per organizzare spettacoli, e le nostre ragazze sono giovani, femminili ed eccitanti. Se qualcuna di loro cede a una tentazione economica io cosa c'entro?". Il manager del porno, agli arresti domiciliari da ieri, giorno del suo 54esimo compleanno, non potrebbe parlare ma la sua opinione filtra e Repubblica la riporta. "Organizziamo spettacoli solo in locali più o meno pubblici - ha sottolineato Schicchi - Purtroppo ci sono due Italie: una si diverte, l'altra giudica. Nell'inchiesta c'è una tale confusione, si parla persino di droga. Invece Fabrizio Corona è mio amico d'infanzia: lavoravo per suo padre, grande giornalista. Tutto qui".




Guido Ruotolo per “La Stampa”


L’inchiesta del pm anglonapoletano Henry John Woodcock, attraverso le intercettazioni e i verbali di interrogatori, racconta il mondo di Lele Mora e Fabrizio Corona fatto di estorsioni, prostituzione, droga e riciclaggio. Naturalmente, dalla lettura delle carte si intuisce anche l’apertura di nuovi «filoni» di indagine, di tanti personaggi «famosi» captati dal «grande orecchio» di Potenza o finiti, vittime malcapitate, in questo verminaio del circo del gossip.
(Il 'Giustiziere di Potenza, marcellopera)

Il caso Berlusconi. Milano di notte, la Milano della discoteca Hollywood. Alle 11,40 del 4 settembre scorso, Bicio il fotografo chiama Fabrizio Corona: «Ti ho fatto un regalo stanotte. Ho fatto la Barbara Berlusconi tutta ubriaca dall’Hollywood. Il tipo non è il fidanzato ma uno che se la baccagliava dentro. Lei è entrata da sola, è uscito questo qua che l’ha seguita, l’ha presa di dietro...». Fabrizio: «Non ci credo». Corona attiva i suoi canali per arrivare a Berlusconi. E in poche ore si ritrova a parlare con Miti Simonetto, che cura l’immagine di tutta la famiglia Berlusconi. Miti: «Ti sto chiamando per le foto, volevo capire qualcosa di più». Corona: «Le foto ritraggono Barbara con un abito stretto aderente bianco, in atteggiamento molto allegro, sorride insieme a questo ragazzo alto con la camicia azzurra. Si vede che sono un po’ allegrotti, barcollano, si baciano appassionatamente, lui le tocca il sedere....».

Parte la trattativa, che si chiuderà alla fine con il pagamento di 20.000 euro da parte di Silvio Berlusconi. Lo conferma la figlia Barbara nel suo interrogatorio: «Le ha pagate papà. Io ho sempre parlato con la Simonetto, mai direttamente con mio padre. Immagino che, ovviamente, Miti abbia parlato di questo argomento con lui... Mi ricordo però che mio padre, un giorno a casa, appunto, mi disse: “Ho ricevuto una cartelletta con dei pagamenti che dovrei fare per te con un... mi puoi dare delle spiegazioni?”. Gli dissi: “E’ un favore che ti chiedo di farmi, ma...”. Insomma, lui mi disse: “Va bene”. Capì che ero in imbarazzo e quindi non volle chiedermi nient’altro». Woodcock: «E quanto fu pagato per queste foto?». Barbara: «20.000 euro».
(Nicolò Cardi con Barbara Berlusconi - U.Pizzi)

Il caso Lapo. Duecento mila euro chiedeva Fabrizio Corona alla Fiat, per non fare uscire una video-intervista al transessuale Patrizia, a casa del quale, nell’ottobre del 2005, Lapo Elkann stava per morire per una overdose di cocktail di droghe. Corona chiamò l’ufficio stampa della Fiat proponendo del materiale su quella tragica notte, che avrebbe potuto dare alla Rai. L’ufficio stampa della Fiat chiese al fotografo Marco Durante, titolare dell’Agenzia LaPresse che lavora per conto del gruppo, di capire da Corona l’«oggetto» di questo materiale.

Racconta Durante agli inquirenti potentini: «Lui mi ha detto che il transessuale che era quella notte con Lapo Elkann era sotto loro contratto, e che aveva dato loro un’esclusiva». Durante entra nei dettagli della spiegazione di Corona, che gli dice: «Abbiamo l’intervista di questo transessuale, dove ha dichiarato tutto quello che è successo quella notte». Durante prosegue raccontando che Corona entra nei dettagli di «una serie di porcherie incredibili, che preferirei neanche....». «Dopodiché mi ha detto che sarebbe stata trasmessa in tv, ma che se io volevo lui poteva fermare tutto e darci tutto in mano, se avessimo pagato una cifra che si aggirava sui 200 mila euro...».
(Il trans Patrizia, al secolo marcellopera sul settimanale 'Oggi')

Consultazione in casa Fiat. Nessun cedimento. Viene sentito dal pm di Potenza il transessuale Patrizia, al secolo Donato Brocco: «Dopo essere stato interrogato dai pm di Torino, dovetti un pochino nascondermi, perché i media assediavano casa mia. Purtroppo riuscirono a risalire a dove ero ubicato... il signor Corona mi propose di vendere un’intervista anche al giornale “Chi”... L’offerta era allettante... Mi portò Corona da Torino a Milano, mi venne a prendere.
In quella suite all’Hotel Palace c’erano Lele Mora e Signorini (il direttore di “Chi”, ndr), una fotografa, la truccatrice e Corona. Lele Mora voleva solo conoscermi, così. Mi diede un bacetto e se ne andò.... Poi l’intervista me l’ha fatta tutta Signorini. Praticamente, andarono via tutti». Domanda Woodcock: «Ma poi l’intervista è uscita?». Risponde Patrizia: «Sul giornale “Chi”, sì». Patrizia della storia Fiat non sa nulla: «Non mi è stato mai notificato, altrimenti non l’avrei fatta. Lui mi disse: “Ti do 50 mila euro, se mi fai questa intervista”. Siamo poi arrivati a 15 mila euro».

La catena di Sant’Antonio. Sono le 18,14 del 30 settembre scorso. Alberto Gilardino è stato appena interrogato a Roma per via dell’estorsione subita (ha ammesso di aver pagato 6-7.000 euro per delle fotografie), quando chiama al cellulare Fabrizio Corona: «Sono stato a Roma perché mi hanno chiamato alla questura. Pensavo che mi dovessero interrogare su vicende calcistiche o meno, e invece mi hanno chiesto su di te. Se ti conoscevo, quali rapporti c’erano tra noi... e loro sono arrivati al discorso... sapevano tutto di quella volta che ci eravamo incontrati, sai quella volta quando avevo fatto ritirare, quando ci eravamo sentiti per il ritiro delle foto. Ho dovuto rispondere». Fabrizio: «Tranquillo, ho la coscienza a posto. Solo per questa cosa qua ti hanno chiamato?». «Sì».
(Alberto Gilardino)

Da quel momento parte la catena di Sant’Antonio. Corona chiama Lele Mora e dell’inchiesta di Potenza ne vengono a conoscenza gli indagati. Strano rapporto vittima e carnefice. Anche Alberto Gilardino era stato beccato da un fotografo del gruppo Corona fuori all’Hollywood di Milano, nell’area del parcheggio. Gilardino al pm Woodcock: «Mi hanno scattato delle foto in presenza di una ragazza.... che se venivano pubblicate, sinceramente potevano dar fastidio». Perché? E’ fidanzato? «Sono fidanzato. Ma io temevo soprattutto per la mia posizione calcistica, per la mia professione.... Ho pagato più o meno sei, settemila euro».

La Rutigliano. Emilio Fede ha un sospetto. Che Teodora Rutigliano, che lavora per il Tg4, per via di una vacanza su un «battello insieme ad altre avvenenti donne e facoltosi uomini», sia finita nella rete di un gruppo che gestisce e sfrutta le ragazze.
Fede: «... Ho chiamato il Questore di Milano, per telefono. Il Questore di Milano gentilmente mi ha mandato un vicequestore per ascoltare che cosa avevo da dire. Sono andato a cena e io ho detto: "Secondo me, qui c’è qualcosa che non funziona. Vengono fatti dei servizi fotografici e vengono spediti non si sa bene a chi, per poi vendere queste ragazze". Chiaro?...

Quando il vicequestore è venuto da me, dice: "Sì, direttore, va bene. Ma ci vuole la vittima e il (parola incomprensibile) se non c'è la denuncia scritta di un personaggio, noi…". C'è a bordo questa ... ed io mando il messaggio, dicendo: "E' una vergogna". E' finito tutto. La Cossu manda un messaggio, dicendo: "E' sul panfilo di amici. Perché? Ti dispiace?". La mia risposta: "No. Mi dispiacciono soltanto quelli che fanno mercato di donne". Ho finito».
Fede racconta poi un episodio singolare: «Allora… ma pensi che il mondo è piccolo, perché io qualche giorno dopo, andando in vacanza nella mia casa di Anacapri, passando al porto, rivedo il panfilo che avevo visto nelle immagini».
(Fede con Teodora Rutigliano - Foto da Lapresse)

Woodcock: «Che era arabo, mi pare? Cos'era?».
Fede: «Bella domanda. Batteva Chin… Chi… ».

Woodcock: «King's on Giamaika. Ma quelli battono… diciamo, io sono un appassionato di mare, quindi…».
Fede: «Lo so. (parole incomprensibili) mi sembra che si chiamasse Movida. Allora, mi sono avvicinato e… (parole incomprensibili) brutti personaggi (parole incomprensibili). Mi avvicino, li guardavo con sospetto, faccio: "Ah… speak italian? This boat come from… from…". Si guardavano tra di loro ed in pratica (parola incomprensibile) mi hanno mandato a fare in culo».

2 - “ROVINO LA VITA DEGLI ALTRI PER FARE SOLDI” (ANCHE LELE MORA CONVIENE: “HO CREATO UN MOSTRO”)
Francesco Viviano per “la Repubblica”


«Ho creato un mostro» diceva Lele Mora del suo "allievo" Fabrizio Corona che, davanti ai soldi, non guardava in faccia a nessuno. «Sono soldi maledetti, marci e mi fai schifo» gli diceva la moglie Nina Moric. E lui stesso, Fabrizio Corona, si definiva «un pezzo di merda, sì sono un pezzo di merda, perché rovino la vita degli altri, ma presto, appena farò tanti altri soldi, mi ritirerò». E per fare soldi, tanti soldi, Fabrizio Corona non guardava in faccia nessuno. Non soltanto, secondo le accuse, organizzava le trappole per ricattare le sue vittime ma non esitava a fare l´avvoltoio anche davanti a casi drammatici come quelli di Lapo Elkann ed del tunisino Azouz Marzouk, padre e marito di due vittime della strage di Erba.

Il ricatto alla Fiat per Lapo. Dopo l´overdose di Lapo Elkann, Corona tenta, riuscendoci, di ingaggiare il transessuale che aveva trascorso la notte con l´erede di casa Agnelli. E dopo essersi assicurato l´esclusiva telefona ai dirigenti della Fiat chiedendo 200 mila euro per evitare che il transessuale, Donato Brocco, riveli ai giornali particolari molto piccanti sui rapporti avuti con Lapo. La Fiat rifiuta e non paga. Ecco cosa ha dichiarato il transessuale al pm Woodcock il 12 dicembre 2006.

Brocco: «Lele Mora. l´ho intravisto solo una volta, quando successe il fatto del signor Elkann».
Woodcock: «Uh».

B: «Io fui interrogato dal pm Tatangelo e Laudi a Torino, dopo di che dovetti un pochino nascondermi, perché i media assediavano casa mia. Purtroppo riuscirono a risalire a dove ero ubicato e qui venne il signor Corona, e mi propose di vendere una intervista anche al giornale "Chi", che mi voleva intervistare. Mi portò Corona da Torino a Milano, mi venne a prendere. In quella suite all´Hotel Palace c´era Lele Mora, c´era Signorini, il vicedirettore di "Chi", il fotografo, una fotografa, la truccatrice e... Corona. Io ero accompagnato da un mio amico che faceva, che fungeva da agente, fungeva, certo Roberto. Poi l´intervista me l´ha fatta tutta Signorini. Praticamente, andarono via tutti, rimanemmo soltanto io e Signorini».

W: «Ma l´intervista poi è uscita?»
B: «Sul giornale "Chi", sì».
W: «Senta, ma lei lo sa che questa, questo servizio fotografico hanno tentato di venderlo alla Fiat?»
(Donato Brocco, in arte Patrizia)

B: «Non lo so, guardi. Io, ora, ora in questi giorni che da Studio Aperto, Torino cronaca, Torino, più... ieri sera Striscia la Notizia... ho dedotto che c´era qualcosa che non andava. Io non ho mai fatto cose più grosse di...».
W: «Cioè, voglio dire, questo. Lei era a conoscenza del fatto che questo servizio fotografico è stato portato ad alcuni dirigenti della Fiat, a cui è stato detto: "Lo volete comprare, perché..."
B: «No, no, assolutamente. Questa intervista poi da 50 mila euro siamo arrivati a 15 mila euro, mi ha fatto pagare anche l´aria».

L´esclusiva con Azouz Marzouk. Fabrizio Corona ne parla in una conversazione intercettata prima con il calciatore Coco e poi con Lele Mora. Ecco alcuni stralci:

Coco: «Fabri?»
Fabrizio: «Ehi... bello».

C: «Tutto a posto!»
F: «Ok. Io sto imbarcando ci vediamo mercoledì. Torno mercoledì. Vado a Tunisi».

C: «Beato te».
F: «No.. vado a fare quella roba di Azouz. Sai quello che gli è morto la moglie e il figlio. Ho chiuso l´esclusiva per "Chi" e l´intervista per Costanzo... quindi vado giù che c´è il funerale domani mattina. Non è una bella roba. Quindi ritorno mercoledì mattina. Ci vediamo mercoledì così chiudiamo tutto. Va bene?».
Nella conversazione che segue il Corona comunica a Lele Mora ora di voler fare indossare a Marzouk, durante i funerali, la maglietta della sua agenzia fotografica. Fabrizio e Lele parlano del servizio su Azouz. Poi Fabrizio propone a Lele di gestire televisivamente Azouz.

F: «E sai cosa avrà lui (Azouz) durante il funerale...? la maglietta di Corona´s».
Mora: «Noooo... gli hai detto che si deve mettere la maglietta di Corona´s?».
(Azouz Marzouk)

F: «Certo».
M: «E lui cosa ha detto?».

F: «Se la mette».
M: «Sei un pazzo...».

F: «Lelito... ti rendi conto o no... Lelito... Ma tu ti rendi conto?».
M: «Che mostro che ho creato».

Il tentato ricatto ad Eros Ramazzotti. Dall´ordinanza emerge che Fabrizio Corona per ben due volte aveva tentato di tendere una trappola al cantante senza però riuscirci. Al punto da non esitare, la prima volta, a coinvolgere la moglie Nina Moric invitandola ad infilarsi in un camerino di Eros Ramazzotti e farsi fotografare per ricattarlo. Chi doveva fotografarlo, e si rifiutò di farlo, era Antonio Motta che, interrogato, ha confermato.
Motta: «Io sono amico di un po´ di personaggi tra cui Eros Ramazzotti e la Hunziker e lui (Corona ndr) all´epoca mi disse "senti siccome c´è il tour, se io ti mando mia moglie nei camerini di Eros.. facciamo un finto scoop».
(marcelloperos - Foto da Lapresse)

Nel secondo tentativo Lele Mora e Corona tentano di incastrare Ramazzotti cercando di farlo sorprendere con un omosessuale. Da un verbale di Luciano Regolo (direttore di Novella 2000): «Per esempio lui (Mora ndr) stava cercando di organizzare una specie di trappola per Ramazzotti, mandandogli un modello insomma per sondare il fatto se lui fosse omosessuale».

Il tentativo di incastrare Maroni. In un´altra conversazione Lele Mora chiede a Corona di trovargli le foto dell´onorevole Maroni ricattarlo. Ma non le avrebbero mai trovate.


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1 - FLAVIA VENTO: TOTTI, CHE SCIOCCO. ORA VADO NEGLI USA”…
A. Gar. Per il “Corriere della Sera”

«Totti? E' cretino: dare i soldi a Corona per non far pubblicare una seconda intervista... Poteva telefonarmi».

Cosa avrebbe detto a Totti, signorina Flavia Vento?
«Che non avevo dato nessuna seconda intervista. Anzi, io volevo fermare pure la prima...».
(Flavia Vento per Max)

La prima è quella — maggio 2005 — in cui raccontava la serata d'amore a casa sua, all'Eur, con il campione della Roma.
«Corona mi spingeva: "Dai, racconta questa storia che ti è successa!"».

Lei perché diede ascolto a Corona?
«Era uno scoop. E tutta Roma lo sapeva. Poi ho telefonato al direttore di Gente e gli ho detto di non pubblicare. Ma lui ha pubblicato».

Perché lei parlò e poi smentì?
«Soprattutto per Ilary. Seppi che era incinta. Dopo la pubblicazione, poi, Lele Mora e Corona mi dissero: "Non devi parlare più di Totti perché i tifosi della Roma ti vogliono menare"».

Il collaboratore di Totti, Vito Scala, ha raccontato ai magistrati che diede 50.000 euro a Corona in cambio del blocco della seconda intervista.
«Non c'era nessuna seconda intervista! Non so nulla dei ricatti di Corona».

Scala ha dato ai giudici una carta firmata Flavia Vento, nella quale lei dichiarava che tutte quelle cose su Totti non erano vere e che lei non ne avrebbe più parlato.
«Quella firma è falsa».
(Francesco Totti - U.Pizzi)

Lei ora è accusata di estorsione.
«Non ho preso una lira da Corona e non vedo l'ora di andare a Potenza. Mi aspetto le scuse e il risarcimento».

Mise in moto tutto lei con l'intervista.
«Ho fatto una cavolata!».

Per un po’ di pubblicità.
«Io sono una ragazza di buona famiglia, mio padre ha un sacco di soldi. Mica ho bisogno di Totti!».

Che farà ora?
«Voglio trasferirmi a Los Angeles. A fare l'attrice».

2 – LA SACRA CORONA DEL RICATTO: COCO, MELANDRI, TREZEGUET
(Adnkronos) - A cadere nella 'rete' dei presunti ricatti ai vip da parte del fotografo Fabrizio Corona, arrestato ieri con ordinanza del gip di Potenza Alberto Iannuzzi, ci sarebbereo anche noti calciatori come Francesco Totti e David Trezeguet, e il motociclista Marco Melandri. Lo riferisce il quotidiano 'Il Messaggero', che riporta stralci dell'ordinanza cautelare: "Minacciosa pressione psicologica sulla vittima, realizzata attraverso molteplici, subdoli e insidiosi avvertimenti, modulati e adattati ai singoli personaggi".
(Nina Moric con il marito Fabrizio Corona - U.Pizzi)

La presunta richiesta di pagamento di 50mila euro da parte del fotografo a Francesco Totti, riferisce il quotidiano sarebbe avvenuta "per far si' che non uscisse sui giornali la parte di dialogo in cui la Vento parlava della sua presunta storia sentimentale e del suo rapporto con il capitano giallorosso". "Scala - si legge nello stralcio di ordinanza riportato da Il Messaggero - ha piu' volte rappresentato a Corona la falsita' e la mendacita' della storia, ma quest'ultimo, con il solito comportamento subdolo e insidioso, approfittando della situazione di difficolta' in cui versava il calciatore, aveva preteso e ottenuto il pagamento della somma pattuita, effettuato personalmente da Scala in contanti a Roma". Al tempo prosegue, "non e' un caso che la Vento faceva parte della scuderia di Mora". "La storia si ripete con il motociclista Marco Melandri - continua Il Messaggero - al quale viene prospettata la pubblicazione di una sua foto vicino alla pornostar Brigitta Bulgari, all'interno di un locale notturno di Riccione. Viene richiesto al manager di Melandri il pagamento di diecimila euro per l'acquisto del servizio fotografico, che secondo Corona erano state scattate alla vigilia del Gran Premio del Mugello, 'gara - scriverebbe il gip - nella quale lo stesso Melandri non aveva conseguito un buon risultato'".
(Macho Melandri)

"Sempre a Corona - prosegue il quotidiano - Mora e anche a Marco Bonato, autista del fotografo, viene contestato di aver cercato un contatto con i vertici dell'Inter per far si' che non venissero pubblicate foto compromettenti di Adriano, mentre si trovava all'interno di una casa con alcune donne". Tra le altre vittime, continua Il Messaggero, "Francesco Coco, al quale venne prospettata la pubblicazione di foto con una donna trasformata in trans, grazie a una manipolazione al computer. E ancora: Alberto Gilardino, ricattato con lo stesso sistema, e David Trezeguet, al quale vennero richiesti 25mila euro". "Gianluca Vacchi invece - scrive il quotidiano - era stato ricattato su una barca a Porto Cervo, nudo in compagnia di una ragazza, e ha dovuto cedere al ricatto. Bobo Vieri, invece, ha respinto energicamente i ricattatori, minacciandoli di prenderli a pugni".

3 – MICHELLE HUNZIKER: 'NON POSSO DIRE CHE LE FA PROSTITUIRE MA SI MERCIFICA MOLTO LA DONNA''
(Adnkronos) - "Le rovina a livello artistico. Non posso dire prostituire. Non lo so. Ma a livello artistico le rovina perche' le fa spogliare. Lele Mora e' uno neanche da vedere da lontano". Lo afferma la showgirl Michelle Hunziker in un colloquio con il pm della Procura di Potenza Henry John Woodcock, nell'ambito dell'inchiesta su presunti ricatti a vip, riportato oggi da "Il Giornale", parlando delle ragazzine che vogliono entrare nel mondo dello spettacolo e che si rivolgono all'agenzia di Mora. "A 17 anni non avevo ancora iniziato a fare questo lavoro - ha detto la Hunziker - e ho avuto un rapporto con una persona piu' adulta, di 42 anni.
(Michelle Hunziker)

Questa persona, che e' Marco Predolin, faceva televisione. Io ero appena arrivata dalla Svizzera. E' uno dei miei scheletri nell'armadio....pero' tante ragazze hanno avuto un'esperienza con un uomo piu' grande. Lui mi ha portato alle Maldive...Scopro molto piu' in la', quando sono diventata famosa, che lui aveva fatto fare questo servizio fotografico". "Prima non sapevo che le aveva in mano questo Corona, questo qua - ha proseguito - Ci ha riprovato poco tempo fa, quando sono ripartita alla grande, lui ha chiamato Eros Ramazzotti, che non c'entra niente perche' siamo separati, e disse: 'Ho delle foto bruttissime di sua moglie, compromettenti'. E chiese 30mila. Eros mi chiamo' e disse: 'Guarda, dobbiamo fare qualcosa'. E io: 'Ma perche'? Ancora vuoi tirare fuori i soldi, ma sei fuori?'". La showgirl ha infine ha affermato che nell'agenzia di Mora "effettivamente si mercifica molto la donna".



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