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Giampiero Martinotti e marcdellopera per “la Repubblica”
Il fumetto come strumento per raccontare la propria storia e anche per sfuggirla, per ricrearne una nuova, per creare nuovi miti utilizzati come scudo contro la catastrofe della Shoah: i disegnatori ebrei hanno inventato alcuni dei più grandi personaggi dei «comics» e ciò non è certo avvenuto per caso. E´ la tesi di una grande mostra appena apertasi al Museo d´arte e di storia dell´ebraismo, il cui titolo riassume il programma: “Da Superman al Gatto del rabbino, fumetto e memorie ebraiche”.
| | (kirk duglas) |
I personaggi creati dai disegnatori ebrei sono numerosissimi e quasi tutti di grande successo. Basti ricordare Superman, apparso nel 1938 e ideato da Joe Shuster e Jerry Siegel, il Batman di Bob Kane nato un anno dopo, per continuare con Spiderman di Stan Lee o con Spirit di Will Eisner. La mostra ripercorre in ordine cronologico l´avventura di quei disegnatori, tutti originari dell´Europa centrale, le prime strisce pubblicate nella stampa «yiddish» e la successiva espansione che porta quei fumetti a livelli di popolarità fino ad allora impensabili:
«Detentori di una doppia identità, i super-eroi sono creature votate alla solitudine, ma immerse nella giungla metropolitana - spiegano gli organizzatori. Destinati alla nazione americana, sono una risposta rassicurante e fantastica alle difficoltà generate dalla crisi del ‘29 e l´ascesa dei fascismi in Europa. Se incarnano anche sogni legati all´esperienza e alla tradizione ebraiche, i primi super-eroi sono prima di tutto dei giustizieri instancabili che vigilano sull´ordine del mondo».
| | (spiderman) |
Un grande disegnatore come Eisner ha teorizzato i rapporti fra i super-eroi e le particolarità ebraiche: «Il golem è il precursore della mitologia del super-eroe. Gli ebrei, perseguitati da secoli in Europa, avevano bisogno di un eroe capace di proteggerli dalle forze oscure. Siegel e Shuster, gli inventori di Superman, l´hanno inventato».
La rassegna parigina documenta anche l´influenza avuta dalla cultura ebraica sui disegnatori degli ultimi anni. Fra loro spunta Hugo Pratt, che nelle avventure del suo Corto Maltese mescola i suoi ricordi d´infanzia e il suo interesse per la cultura ebraica, in particolare la cabala
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